martedì 6 aprile 2021

Intervista a Ginetto Savi: il modellista che ha deciso di imparare Rhinoceros a quasi 80 anni.

 


Ho conosciuto Ginetto attraverso il supporto tecnico Rhinoceros e mi ha sempre incuriosito la sua modellazione. Così ho avuto voglia di approfondire la conoscenza ed è nata questa breve intervista con un modellista che non ha avuto il minimo problema ad esplorare il 3D e integrarlo come strumento utile alla sua passione.

Ginetto Savi. Vuoi presentarti agli utenti Rhinoceros? Ci racconti qualcosa di te?

Volentieri. Sono un vecchio modellista per hobby che ha percorso tutte le esperienze di modellismo: navale, aereo ma soprattutto statico.

All’inizio con scatole di montaggio e poi, aumentando l’esperienza, autostudiato e autoprodotto, cercavo cioè qualcosa di inesistente da documentare.

Negli ultimi 25/30 anni ho messo in cantiere due serie di produzioni di concezione completamente diversa tra loro: una “Serie dei Veicoli dell’Industria Piacentina” e una “Serie dei Campanili” più significativi di Piacenza.

Alcune realizzazioni sono visibili sul canale YouTube

Come è nata la passione per il 3D e la voglia di usare Rhinoceros?

Ho avvicinato la progettazione 3D quando nella serie dei veicoli spuntò La Volpe di cui parlerò dopo. Per la costruzione avevo necessità della stampante 3D e del software che mi generasse le superfici per i G-Code.

L’addestramento su Rhinoceros l’ho svolto tramite i tutorial trovati in rete e ho applicato i risultati su un modello di minore difficoltà relativamente alla costruzione delle superfici anche se molto complicato modellisticamente: la vettura MARCHAND 10 HP (anch’essa fa parte della serie di cui sopra essendo la ditta Marchand con sede a Piacenza tra la fine del 1800 e i primi anni del 1900).



Rhino mi è stato molto utile anche in altre progettazioni, come lo studio e la realizzazione del Complesso conventuale di San Sisto di Piacenza.



Dicci di questo progetto relativo alla microcar "Volpe".



Un amico mi ha fornito la storia e qualche documentazione della prima microcar italiana (siamo nel periodo immediatamente successivo alla fine della II^ guerra mondiale e deve ancora iniziare il “miracolo italiano”).

La storia mi ha incuriosito fin da subito e ho iniziato a pensare alla sua realizzazione nel 2016 acquistando la licenza Rhinoceros e la stampante 3D.

Anche questa realizzazione rientra nella serie dei Veicoli Piacentini in quanto la scarsa produzione (~10 esemplari di cui 1 immatricolato) si svolse nei sotterranei del Palazzo Farnese (uno dei più prestigiosi palazzi storici piacentini) allora adibito ad abitazioni postbelliche di fortuna e ad alcune piccole attività produttive.

La realizzazione non è stata molto impegnativa: ben altra difficoltà è stata la progettazione modellistica.

Stai lavorando a qualcosa di nuovo?

Pur alla mia età, abbastanza vicina agli ottanta, non ho alcuna intenzione di impigrirmi davanti al televisore; ho due attività che mi stimolano e mi tengono vivo: fare il nonno e i miei hobby.

Adesso sto progettando il modello del Palazzo Gotico che illumina la nostra piazza principale: piazza dei Cavalli.

E’ un palazzo del 1300 e particolarmente complesso architettonicamente.

La disegnazione è anche molto complicata dovendo immaginare strada facendo la traduzione modellistica: sarà costruito in gran parte in legno di varie essenze diverse per configurare più realisticamente i marmi ed i mattoni. La scala prevista è di 1:50 occupando un rettangolo di circa 1200 x 750.

Grazie per avere condiviso con noi il  il tuo lavoro Ginetto. 

Giuseppe Massoni